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Le ricchezze gastronomiche della Valle sono: il pane di segale, tipico pane valdostano a forma tonda che si usa raffermo e si affetta con l'apposito attrezzo, una lama che ha un'estremità ancorata al tagliere, detto copapan; le tegole d'Aosta, biscottini di pasta di mandorla sottili e rotondi, che ricordano le tegole piatte di ardesia delle case di Aosta. I formaggi tipici sono: la fontina, che deriva il suo nome dall'alpeggio di Font, appartenente al comune di Quart. E' un formaggio D.O.C. dal 1955 ed esiste nelle qualità dolce e saporita; il rebleque, un latticino riservato al consumo familiare, che si prepara con panna d'affioramento non troppo densa, riscaldata a 38-39°C e poi cagliata, e che viene avvolto dopo un'ora e mezza in un tovagliolo e appeso ad asciugare in un luogo tiepido per 24 ore, da dove si preleverà per mangiarlo, spolverato di zucchero e cannella; il salignon, originario della valle di Gressoney, è un formaggio molto piccante, che si produce passando al setaccio della ricotta grassa impastata con sale e peperoncino in polvere, che viene ridotta a palle di circa 300 grammi, appese all'interno della cappa del camino per essere asciugate e quindi conservate, anche se in alcuni casi il salignon viene preparato senza affumicatura per essere consumato fresco; la toma di Gressoney, che viene prodotta con latte vaccino scremato, pesa da 3 a 5 chili e matura in 3-4 mesi, per essere poi venduta e consumata quando l'acaro del cacio ha coperto la crosta della sua polvere che darà il suo caratteristico sapore al formaggio.
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Passiamo ai salumi: il boudin è un salsicciotto, tipo sanguinaccio, preparato con sangue di maiale misto a patate bollite, lardo e spezie e insaccato in budella sottili, per consumarlo poi fritto o lesso; la motzetta una volta veniva preparata con le cosce dello stambecco, oggi si ricorre alla polpa di camoscio o di capra, tenuta sotto sale, aglio, alloro, salvia e rosmarino dentro un recipiente di terracotta pressato da un coperchio per 15 giorni, dopo di che viene appesa ad asciugare in un luogo secco e ventilato e al termine della stagionatura si serve come antipasto condita con olio e limone; le saucisse (salsicce secche) sono sia di sola carne di maiale e bue, oppure, più delicate, di carne di camoscio e vengono lasciate a stagionare per 5 o 6 mesi con pepe e chiodi di garofano, poi spesso vengono conservate in barattoli di vetro immersi nella sugna di maiale per rimanere morbide.
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